Logo dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale
Agenzia per la cybersicurezza nazionale

La sicurezza, un bene comune da tutelare

L’intervista del Direttore Generale di ACN Prefetto Bruno Frattasi per la rivista Cybersecurity Trends
bfrattasi
data
05 Gennaio 2024
fonte
Cybersecurity Trends
tempo di lettura
3 minuti

“La strategia che serve è basata anzitutto sulla protezione cibernetica degli asset nazionali, ma anche sull’attenzione e sulla consapevolezza. Solo da una presa di coscienza forte del problema possono nascere gli investimenti e la riorganizzazione aziendale necessari a far fronte, insieme, alla minaccia”. Il Prefetto Bruno Frattasi, Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, offre uno sguardo ampio sulle dinamiche connesse al rischio cyber, che presenta implicazioni in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, chiamando in causa la responsabilità delle Istituzioni e delle classi dirigenti di ogni angolo del pianeta.

Direttore, partirei dalla stretta attualità. Il recente vertice a Palazzo Chigi è la dimostrazione netta del peso strategico che riveste la protezione dello spazio cibernetico nella società digitale. I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente rendono il quadro più complesso. Qual è il livello di rischio delle nostre infrastrutture critiche?

Gli attacchi ci sono stati e sono aumentati anche a causa dei conflitti geopolitici, ma ricordiamoci che l’Italia viene attaccata ogni giorno da criminali in cerca di profitto: lanciano campagne di phishing, in particolare di tipo Bec (business e-mail compromise), oppure diffondono ransomware per estorcere denaro. Lo abbiamo visto soprattutto nel settore manifatturiero, energetico e delle vendite al dettaglio. L’Italia è terza in Europa e sesta nel mondo per attacchi ransomware. Il motivo per cui questo accade è molto chiaro, l’Italia è un paese del G7, tra le prime manifatture in Europa e con un capillare sistema bancario.

Un tema sempre più sentito è quello relativo all’awareness. Il capitale umano rimane il fattore di forza ma anche di fragilità delle organizzazioni produttive. ACN è molto impegnata su questo fronte, cosa si può fare rafforzare le competenze digitali e far crescere una consapevolezza diffusa sui rischi che l’uso della rete e degli strumenti digitali oggi comporta?

Noi abbiamo proposto di avviare gli studenti allo studio dell’informatica e della cybersecurity già dalle scuole elementari. È importante partire dai più piccoli perché, come mi piace dire, i bambini a quell’età sono creta da plasmare a livello formativo ed hanno grande apertura mentale. Non tutti da grandi dovranno lavorare nel settore, ma a scuola si insegna anche la musica e certo non tutti da grandi faranno i musicisti. È importante dotare tutti di solide competenze di base affinché abbiano conoscenza e consapevolezza delle opportunità e dei rischi che l’uso del mezzo digitale, e in particolare dell’Intelligenza Artificiale, comporta.

Continua a leggere l’intervista sulla rivista Cybertrends.it

Intervista di Massimiliano Cannata